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Autore Topic: Ferrovie di Stato: siamo sull'orlo del fallimento  (Letto 4946 volte)
alexander
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« Risposta #15 il: 29 Dicembre, 2006, 12:51:52 »

Penso che purtroppo la questione non sia di competenza del Ministro Di Pietro, ma più di quello dei trasporti.
Penso che una soluzione potrebbe essere mantenere la rete delle infrastrutture ferroviarie pubblica, e darne le varie tratte in concessione (quindi a pagamento) ad aziende private che ne garantiscano degli standard minimi di qualità e servizio.
Purtroppo però in un monopolio naturale come quello ferroviario non so quanta concorrenza ci possa essere... secondo me tutto dipende da quanto il governo o chi per lui riesce a far rispettare il contratto di concessione.
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Alex_Miles
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« Risposta #16 il: 21 Febbraio, 2007, 13:28:55 »

quando si parla di eliminazione del monopolio delle ferrovie più che altro si intende l'ingresso di nuove aziende a fornire servizio per i passeggeri. Cioè non più solo treni di trenitalia, ma anche di altre compagnie, per esempio quelle svizzere, francesi o tedesche. Qui in Piemonte, per esempio, per il trasporto dei pendolari la Bresso (presidente della regione) vorrebbe far crollare il monopolio di trenitalia per consentire di migliorare i servizi ai passeggeri che oggi nei treni di trenitalia ne vedono di tutti i colori. Quello che dovrebbe rimanere pubblico è la rete ferroviaria e le stazioni, e si dovrebbe concederne l'utilizzo a terzi (tra cui trenitalia o altre compagnie). Spero che un giorno si arrivi a questo punto, piuttosto che vendere le infrastrutture come successo con telecom, che ostacola la concorrenza dettando legge sul prezzo all'ingrosso dell'utilizzo delle "sue" linee (alla fine le abbiamo pagate noi!).
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« Risposta #17 il: 28 Marzo, 2007, 15:54:11 »

ed ecco la novità di oggi:
Citato da: Corriere.it
Audizione alla commissione Trasporti della Camera
Padoa-Schioppa: «Tariffe treni troppo basse»
Il ministro dell'Economia: «Gli anni di blocco negli aumenti hanno prodotto un danno gravissimo ai conti della società»

ROMA - Le tariffe ferroviarie sono basse e il blocco degli aumenti ha creato «un danno gravissimo» ai conti di Fs. Mentre sul fronte dell'occupazione ci sono «esuberi notevoli» e «sarebbero ancora maggiori se ci fosse più flessibilità». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, in audizione alla commissione Trasporti della Camera sul sistema ferroviario. «È un dato di fatto- ha spiegato- che le tariffe ferroviarie italiane siano molto al di sotto della media degli altri paesi, c'è un'enorme differenza dagli altri e visto che costi e ricavi devono tornare almeno in pareggio bisogna vedere come colmare la carenza di risorse tariffarie».

TARIFFE - In particolare il ministro ha sollecitato «una maggiore libertà per Ferrovie di decidere gli aumenti sull'area commerciale del servizio», oggi sottoposti al nullaosta dei ministeri dell'Economia e dei Trasporti e bloccati «per ragioni e desideri di ordine politico» più volte. «Bisogna essere consapevoli del fatto che il blocco nel 2001 ha creato un gravissimo danno ai conti delle Ferrovie, danno che ancora scontano». Il problema, però, è individuare il confine tra servizio pubblico e servizio commerciale. «Non ci sono delibere del Cipe o del governo, si sa solo che l'area commerciale è troppo piccola per tratte e numero di passeggeri. Quindi non è illogico ripensare a questa divisione come parte della definizione del piano strategico di governo e Ferrovie». 
28 marzo 2007

Le tariffe in Italia, a sentir sta gente, sono sempre le più basse. Poi uno gira per l'Europa e si stupisce del fatto che forse forse c'è qualcuno in Italia che "ci mangia", perché tutta sta differenza non esiste. Ma la differenza c'è, e come se c'è, se si guardano gli STIPENDI e la TASSAZIONE degli Italiani rispetto a quella dei Francesi e dei Tedeschi (che forse sono gli stati più confrontabili con il nostro). Nessuno che guarda quanto viene pagato un lavoratore francese o tedesco, e nessuno che guarda quanto paga di tasse un single o una famiglia francese/tedesca. Fino a non molti giorni fa c'era un confronto... un single in Italia, appartenente ad una fascia di reddito intorno ai 20 mila euro annui, paga 3 mila e più euro di tasse, in Francia ne paga un terzo. Ed tempo fa sentii alla radio un confronto tra una famiglia Italiana ed una francese... in Francia si arrivava ad 1/5 della spesa della famiglia Italiana.

Perché nessuno fa nulla? Perché di queste cose si parla per 2 minuti e poi nessuno fa presente la situazione? Perché dobbiamo farci salassare senza protestare? Italia paese della cuccagna... per politici ed imprenditori delle grandi aziende. Stipendi bassi, lavoro temporaneo, e prezzi al consumo elevati a "livello europeo"... ottimo, veramente ottimo. Bravi, avete studiato un modo per diventare sempre più ricchi e potenti su scala planetaria, tanto ci siamo noi che paghiamo.

PS: sta situazione mi fa pensare agli aumenti delle tariffe dell'energia e dei carburanti, agli aumenti dei prodotti postali (ora i più alti e meno efficienti d'Europa, agli aumenti delle assicurazioni, delle autostrade, della TARSU etc etc). Si guarda sempre al vicino per elevare i prezzi, ma questo aumento degli introiti da parte di queste aziende non viene compensato da un aumento del potere contrattuale dei dipendenti. Questi aumenti finanziano o le tasche di qualcuno, o gli sprechi e l'inefficienza di qualche altro. Le poste, per esempio, hanno eliminato la posta ordinaria... ed ora la prioritaria ci mette ad arrivare non più 2 giorni ma almeno 4. A Torino in questi giorni si parla dell'aumento della TARSU al commercio, perchè il comune dice che a Milano la TARSU è più elevata... e che usano come confronto? L'indice usato per l'area del Duomo di Milano! Così giustifica un aumento del 30% in tutta la circoscrizione 1 di Torino. Ed intanto autorizzano l'apertura di altri 3 mega centri commerciali... Insomma, ma allora essere cittadino italiano significa solo farsi inculare tutti i giorni???
« Ultima modifica: 28 Marzo, 2007, 16:03:32 da Alex_Miles » Loggato

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« Risposta #18 il: 31 Marzo, 2007, 13:40:04 »

magari aprissero le ferrovie al mercato, nulla può fare peggio della m***a attuale
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« Risposta #19 il: 27 Dicembre, 2007, 21:57:17 »

Ecco i primi effetti:

Abolito il treno OK, che permettava a studenti e pendolari di viaggiare da Bari a Roma o da Roma a Milano con soli 9 euro, prenotando con forte anticipo.

Dal 2008 tariffe in aumento del 15% su Eurostar e treni ad alta velocità.

A questo punto all'incontro del 19 ci vengo in auto  Imbarazzato
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« Risposta #20 il: 28 Dicembre, 2007, 14:08:05 »

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« Risposta #21 il: 28 Marzo, 2008, 23:37:32 »

Domanda. Priva di retorica di sorta, giuro. Sto cercando solo di farmi un'idea considerata la mia scarsa costanza nel seguire la politica (se così possiamo definirla) italiana.
In quanto ministro delle infrastrutture cosa ha infrastrutturato Di Pietro?
Basta con tutte queste parole non se ne può più. Ormai queste progetti imbellettati non fanno presa sugli italiani.
Perchè dare voto e consensi all'Italia dei valori? Riuscite e rispondere a questa semplice domanda?
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« Risposta #22 il: 31 Marzo, 2008, 01:38:46 »

Domanda. Priva di retorica di sorta, giuro. Sto cercando solo di farmi un'idea considerata la mia scarsa costanza nel seguire la politica (se così possiamo definirla) italiana.
In quanto ministro delle infrastrutture cosa ha infrastrutturato Di Pietro?
Basta con tutte queste parole non se ne può più. Ormai queste progetti imbellettati non fanno presa sugli italiani.
Perchè dare voto e consensi all'Italia dei valori? Riuscite e rispondere a questa semplice domanda?

La risposta (ottima) l'ha appena data Travaglio. Ti rimando a quanto scrive lui, io mi limito a sottoscrivere in pieno le sue parole.

Trovi la discussione qua: http://www.idvgiovani.it/index.php?option=com_smf&Itemid=66&topic=5109.0
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« Risposta #23 il: 06 Giugno, 2008, 12:50:07 »

Situazione ENEL:

http://oddo.blog.ilsole24ore.com/finanza_e_potere/2008/06/commento-del-gi.html
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