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L’indipendenza della Magistratura |
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Scritto da S. Antonelli e M. Abis
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venerdì 04 luglio 2008 |
 In un periodo in cui la magistratura è oggetto di attacchi e tentativi di delegittimazione, il Consiglio Superiore della Magistratura, organo supremo del Potere giudiziario, per mezzo della sua Sezione Disciplinare, riafferma la sua indipendenza e il suo potere di controllo sulla giustizia. Con una sua decisione disciplinare che ha pochi precedenti, ha decretato, nei giorni scorsi, “la rimozione dall'ordine giudiziario (…) di Edi Pinatto, l'ex giudice di Gela, oggi Pm a Milano, accusato di aver accumulato clamorosi ritardi - fino a otto anni - nel deposito di alcune sentenze, tra cui quella del processo "Grande Oriente", provocando la scarcerazione di alcuni boss mafiosi del clan Madonia che erano stati condannati.(…) E’ stata accolta la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione, Eduardo Scardaccione.
«Con questi ritardi Pinatto ha violato l'essenza della funzione giurisdizionale - ha sottolineato il pg - poiché si tratta di un ritardo gravissimo, reiterato, abnorme e ingiustificato. È una perdita verticale e non più risarcibile della credibilità del singolo e dell'istituzione nel suo complesso, con un danno ai valori costituzionali, quali la correttezza, la diligenza, la laboriosità e l'equilibrio di un magistrato»”. Con questa decisione il CSM riafferma il ruolo di correttezza e legalità che spetta ai magistrati, operando una auto-pulizia per allontanare un funzionario pubblico che non ha applicato la legge. Negli stessi giorni, a Palermo, è stata avviata un’inchiesta che coinvolge massoneria e mafia, strette in un patto segreto contro la giustizia, patto mirante a ritardare l'iter giudiziario di alcuni processi in cui erano imputati affiliati a cosche mafiose di Trapani e Agrigento. Notiamo inoltre una ulteriore ingerenza della politica nel normale iter giudiziario, nella ricusa (poi respinta) da parte del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, del giudice incaricato nel processo Mills che lo vede tra gli imputati. Il governo Berlusconi, già dai primi mesi di vita, si caratterizza per alcuni provvedimenti vergognosi dal punto di vista di una sana coscienza civile. E’ necessario denunciare questo modo arrogante di governare il Paese, senza aspettare che ormai nuove leggi abbiano già sedimentato e siano uscite dal clamore delle prime pagine dei giornali. I giovani devono essere protagonisti attivi nella politica, devono agire sul loro presente per crearsi un loro futuro. Un futuro costruito su una politica che non deve essere quella degli ultimi decenni italiani, priva del coraggio di portare avanti idee nuove.
Stefano Antonelli (GIV Roma) e Marcello Abis (GIV Sardegna).
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